LA COSTANTE RESIDENZIALE-Man di Nuoro - Askosarte

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LA COSTANTE RESIDENZIALE-Man di Nuoro

Eventi > 2016-2018
Sardegna Contemporanea,Spazi, archivi, produzioni_Man di Nuoro

ASKOSARTE – Solarussa

Troppo periferici, fenomenologia dei margini

Progetto espositivo per il MAN di Nuoro, interno al più ampio progetto: Sardegna Contemporanea, Spazi, archivi, produzioni a cura di Micaela Deiana il 13 ottobre 2017, al Museo MAN di Nuoro, è stata inaugurata “Sardegna Contemporanea. Spazi, archivi, produzioni”, terza tappa del programma pluriennale “La Costante resistenziale”, curata da Micaela Deiana e dedicata allo studio delle ricerche più innovative, che a partire dalla fine degli anni Cinquanta, hanno caratterizzato la scena artistica regionale. La mostra propone una ricostruzione della produzione artistica sarda contemporanea, attraverso le proposte espositive di 17 spazi e centri, che hanno caratterizzato la scena locale di questi ultimi decenni.
I progetti presentati resteranno in esposizione al MAN fino al 19 novembre 2017. L’obbiettivo è quello di indagare il linguaggio e l’azione di queste realtà operative nel campo dell’arte contemporanea in Sardegna, la loro simultaneità rispetto ai dibattiti ufficiali dell’arte, la velocità e semplificazione delle collaborazioni, grazie anche al web che ha cambiato le dinamiche relazionali tra centro e periferia.
È in questo scenario che si inserisce il progetto espositivo del Project Space Askosarte di Solarussa (Alice Rivagli, Chiara Schirru, Michele Mereu), che risponde alla chiamata del MAN di Nuoro, con il progetto: TROPPO PERIFERIFERICI, fenomenologia dei margini.
Il titolo, evidentemente ironico, è stato scelto con la consapevolezza che le idee nascono nelle teste degli uomini e che si può essere allo stesso modo creativi a Solarussa così come a New York, prescindendo, il genio umano, dalle coordinate geografiche, che risultano importanti, semmai, per imprimere peculiarità alle creazioni, ma che non rappresentano, di certo, un limite.
La periferia non esiste più: l’arte in paese non è arte paesana e la Sardegna è un Isola, ma non è isolata, come non lo è nessun angolo recondito della terra. Sembrano essere gli uomini e le idee a muovere le cose, e gli strumenti attualmente a disposizione annullano le distanze e aumentano la velocità di realizzazione di un progetto, se c’è la forza del desiderio e la motivazione. Il sostrato culturale e simbolico che appartiene alla nostra Isola, piuttosto che costituire un handicap per gli artisti, può aggiungere peculiarità alla produzione locale.
Askosarte sceglie di portare al MAN di Nuoro un progetto che metta in primo piano gli artisti dell’oristanese, coltivati con impegno e per tanto tempo nel Project Space di Solarussa, dove si sono potuti sperimentare liberamente, senza giudizi e senza premi.
Ai 6 artisti visivi è stato chiesto di indagare la propria identità attraverso i segni e i simboli che spesso, e prepotentemente, filtrano attraverso i lavori artistici, per individuare cosa ancora sia sentito come sacra memoria, cosa sia davvero rimasto degli archetipi del passato, saldamente radicato nel DNA di chi appartiene per nascita o per scelta a questa terra, e cosa sia invece in trasformazione.
Le opere in mostra al Man di Nuoro, sono state tutte esposte, precedentemente, in progetti curati da Askosarte.
Gli artisti in mostra sono:

SIMONE CIREDDU di ORISTANO, che presenta l’installazione Psyché-Canova on Butter, scultura del 2015, fatta con il burro ed esposta per la mostra Papilio, nel Project Space Askosarte di Solarussa.
Simone Cireddu accosta la fragilità della farfalla alla deperibilità del burro, in un’opera temporanea destinata a decomporsi e a sparire, perché ogni trasformazione è insieme, e sempre, una nascita e una morte certa.

DANIELA E FRANCESCA MANCA di SIMAXIS, presentano l’installazione Nutrirsi di Fede, del 2014, presentata per Faith, Rassegna Isola Mutante, nel Project Space Askosarte.
Un grande rosario di cioccolato, appoggiato sopra la candida tovaglia del tavolo apparecchiato nella stanza del MAN, e offerto ai visitatori, alimenta il dubbio che la scelta religiosa sia, a volte, mossa da motivazioni che nulla hanno a che fare con il misticismo. In questo caso il cioccolato diventa simbolo della possibilità di nutrirsi, attraverso la scelta della religiosità, e fuggire da un paese povero.

EGLE PICOZZI di ORISTANO, presenta la stampa fotografica Moreno Dolomia Chanel, anno 2017, concepita per la mostra Identity Bodies.
Moreno Dolomia Chanel in versione Drag Queen, il corpo come tela nella quale dipingere il proprio ego, corpo come libertà di espressione, corpo come luogo da amare e mostrare.
LUCIDEDDU di SOLARUSSA, presenta il video Via! del 2011, opera esposta alla mostra Quixotic.
L’artista affronta la tematica dell’identità di genere, il mondo al femminile, l’autorappresentazione, lavorando in particolare col nudo: un percorso che va dalla masturbazione al rapporto con le altre donne e al lesbismo, in un riscoprire il proprio corpo, i propri desideri, i propri spazi, la propria sessualità, spesso nascosta e repressa o rappresentata in immaginari limitanti.

MICHELE MARROCU di ALES, espone A.B. FEDE, installazione realizzata nel 2013, per la mostra FAITH, Rassegna Isola Mutante.
Rappresenta il concetto di fede dell’artista, in un mondo nel quale avere fiducia nelle relazioni appare sempre più sottovalutato e sminuito, quasi deriso, la fede che si riflette all’infinito nello specchio è per lui un segno di fede senza fine nella relazione di coppia.

TONINO MATTU di ORISTANO, espone due dipinti olio su tela: Physical training e Synth.
Nella veste di un pretenzioso demiurgo, nei dipinti esposti, l’artista omette, aggiunge, distorce la realtà relativa al periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale e del relativo disordine da essa generato, attraverso un linguaggio ibrido, eclettico, nel tentativo di riflettere come uno specchio il mondo circostante, creando così uno spazio eterotopico dove tutto può essere rappresentato.

Nella stanza Askosarte del MAN, vicino alle opere dei giovani artisti, è presente anche un contributo di PROGETTO ASKOS (CHIARA SCHIRRU E MICHELE MEREU), autori di numerosi interventi e fomentatori di idee a fianco dei giovani artisti. Il titolo dell’installazione, (due omogeneizzati di carne di coniglio bianco, posti all’interno di una teca), è Where can I find the rabbit? opera del 2009, presentata a Party con Alice.
La scaltra e per nulla ingenua Alice, fuori dalla favola e riacquistando il nome di Alice Liddell, i bianconigli li alleva e li commercializza sotto forma di omogeneizzati per bambini, con annessa e mirata pubblicizzazione del prodotto in una evidente parodia di quei meccanismi che oramai contraddistinguono anche e soprattutto il mercato dell’arte.

Infine, grazie alla grande apertura dimostrata dai padroni di casa, Askosarte non ha potuto prescindere dal portare in mostra il video performance dell’inaugurazione del MAN DI ORISTANO, realizzato nel 2012, dagli artisti della TAVOR ART MOBIL (BARBARA E MIMMO DI CATERINO).
Il video documenta l’inaugurazione del Man di Oristano, iniziativa performativa e di protesta iniziata su Fb nei confronti delle scelte operate dal MAN di Nuoro che aveva escluso la provincia di Oristano nella mappatura delle realtà espositive attive nel 2012, e poi consolidata attraverso collaborazioni e performance, negli anni successivi.
L’inaugurazione del MAN di Oristano, con tanto di discorso dell’allora consigliere regionale di Cagliari Enrico Lobina, si svolse nello spazio aperto di uno stabile diroccato, presentato come libero e simbolo di nuova dimensione dell’arte, vivo nonostante situato in una delle zone più povere per l’arte contemporanea e con meno sovvenzioni alla causa d’Italia. All’happening parteciparono artisti provenienti da tutta la Sardegna, appassionati alla causa e addetti ai lavori – Askosarte (Chiara Schirru Michele Mereu e Alice Rivagli) Barbara Ardau, Mimmo di Caterino, Matteo Tauriello, Andrea Basciu, Stefano Melis, Stay on fango, Fuori Tema e Movimento oscurantista – dando vita ad una vera e propria performance per mettere l’accento su una realtà provinciale, quella di Oristano, che nonostante le sue ridotte dimensioni e l’assenza di finanziamenti, gode di una forte connotazione intellettuale all’interno della Sardegna.

L’intento ieri come oggi, era quello di dimostrare come l’arte possa vivere anche, e ancora, lontana da incasellamenti e rapporti di sorta, ma autogenerandosi in territori e con modalità più inaspettate.
Alla mostra del MAN di Nuoro, seguirà la pubblicazione del volume Arte Contemporanea in Sardegna (1957-2017), edito da Magonza Editore con il contributo speciale del Banco di Sardegna. Il libro, a cura di Lorenzo Giusti, Micaela Deiana ed Emanuela Manca, che raccoglie una ricca selezione di testi critici sulla produzione artistica in Sardegna a partire dalla fine degli anni Cinquanta, con ricostruzioni cronologiche e affondi tematici dedicati a contesti geografici, gruppi ed eventi.

Alice Rivagli (Askosarte)
INNAMORAMENTO DELLE IDEE E FORZA DEL SOGNO
www.askosarte.it
askosarte@yahoo.it
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