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NINE

Eventi > 2010

SOLARUSSA_NINE

Nove artisti sono invitati a partecipare a un evento in periferia, nella stazione ferroviaria semi abbandonata del paese di Solarussa, nel campidano oristanese, nell’isola di Sardegna.
Periferia della periferia, eppure, gli artisti continentali rispondono ancora positivamente alla non nuova iniziativa.
La periferia non esiste più, l’arte in paese non è arte paesana e la Sardegna è un isola, ma non è isolata, come non lo è nessun angolo recondito della terra. Sono gli uomini e le idee a muovere le cose, e gli strumenti attualmente a disposizione annullano le distanze e aumentano la velocità di realizzazione di un progetto, se c’è la forza del desiderio e la motivazione.
NINE non ha un tema, ha l’intento di dare un contributo all’osservazione di ciò che è  il momento della creatività “locale” (e non solo) contemporanea; ogni artista porta, dunque, una proposta personale che dà vita, tuttavia, a un percorso armonico fatto di discordanze ma anche di similitudini, favorendo nella scoperta della diversità dell’altro, la rivelazione dell’infinità di somiglianze che ci portiamo dentro.
Curioso, a questo proposito, osservare la contemporaneità attraverso le informazioni che passano, dalle  opere degli artisti, al fruitore.

La quasi totalità degli artisti di Nine, sceglie di portare in mostra “donne sole” (Kaori-llon_ Giuseppe Rado (Bologna), Ninna Nanna_ Massimo Festi (Ferrara), Doppelganger_ Francesca Randi (Cagliari), The red box_Michele Mereu (Solarussa).  A_mare_ Giusy Calia (Sassari), Sonno profondo_Egle Picozzi (Oristano), Eli& Co_ Elisabetta Falqui (Cagliari). Di queste donne, tre indossano un “abito da sposa” (Karillon_Rado/The red box_Mereu/A_mare_Calia) due sono le maternità in solitudine e stranianti (Ninna nanna_Festi/The red box_Mereu). Solo Matteo Farolfi (Ferrara), sceglie la figura maschile (La natura ama nascondersi) ma la narrazione rimane, anche in questo caso, di una “solitudine”. Due sono le proposte che si occupano del “sociale” (The thief_Progetto Askos_ The red box_Mereu). La completa assenza dell’uomo (presente  però come osservatore solitario se non come oggetto di analisi) è invece la proposta espositiva della videoinstallazione di Simone Giovagnorio (Roma) con Metropolis.  E si potrebbe continuare a lungo su queste osservazioni per arrivare a una riflessione preponderante: non è la moda che induce gli artisti contemporanei ad allinearsi su una certa produzione artistica, il dubbio è, che sia vero esattamente il contrario, cioè sono gli uomini, che in qualsiasi posto della terra, inserendosi su determinate frequenze ed esposti agli stessi stimoli, si esprimono con opere artistiche che presentano forti analogie.


Chiara Schirru
INNAMORAMENTO DELLE IDEE E FORZA DEL SOGNO
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askosarte@yahoo.it
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