PROGETTO ASKOSARTE - Askosarte

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PROGETTO ASKOSARTE

Progetto askosarte
ASKOSARTE _ SOLARUSSA

• ASKOSARTE è un pool di artisti, tuttora attivo, che si costituisce come associazione nel 2003 per poter dialogare con le istituzioni, da cui prescinde nell’azione, ma che non esclude, soprattutto, quando queste si dimostrino sensibili al potenziamento della cultura e delle energie locali. Da anni si impegna, attraverso la realizzazione di mostre, eventi e rassegne di arte contemporanea, a coltivare idee che possano far crescere, anche in provincia, un clima e una corrente artistica, culturale, intellettuale contemporanea, che confermi la dinamicità del luogo e la presenza di energie locali, attive nel processo artistico e intellettuale globale.
I fondatori sono Chiara Schirru, nata a Simaxis nel 1958, curatrice e autrice di concept e testi tematici e critici, artista visiva all’interno del sodalizio artistico Progetto Askos, Michele Mereu, nato a Siamaggiore nel 1954, artista poliedrico, spazia dalla pittura alla fotografia, video e installazione, individualmente e per Progetto Askos, curatore e autore dei cataloghi degli eventi, Alice Rivagli, nata a Oristano nel 1984, curatrice di numerosi eventi e autrice di testi tematici e critici, artista visiva e performer, Maurizio Rivagli, nato a Oristano nel 1982, musicista, collabora nella gestione dei suoni e delle luci, Mauro Mereu, nato a Oristano nel 1988, collabora alla realizzazione grafica della pubblicità degli eventi e all’impostazione grafica dei cataloghi.
Il gruppo ha realizzato rassegne ed eventi in tutta l’Isola e in molti paesi della provincia di Oristano: Cabras, San Giovanni di Sinis, Oristano, Torregrande, Nurachi, Simaxis, Solarussa, Villanovaforru, Villanova Truschedu, Terralba, Marceddì, ecc.

• È un sodalizio artistico che unisce dal 2005 gli artisti Chiara Schirru e Michele Mereu, in un progetto di arte contemporanea a quattro mani che si chiama PROGETTO ASKÒS, per la realizzazione di opere che abbiano specificità concettuali e stilistiche in sintonia con le teorizzazioni e i concept del movimento. La loro produzione artistica spazia dal video, alla fotografia digitale, grafica, installazioni, assemblaggi, testi e concetti, poesia performativa, incursioni nel web. Hanno portato in mostra questioni sociali, culturali e politiche come le morti bianche, la disoccupazione, il nucleare, la guerra, il ruolo degli intellettuali nella società contemporanea.
Progetto Askos ha partecipato a vari progetti di altri operatori artistici; in varie occasioni ha collaborato con il duo artistico Tavor Art Mobil di Barbara Ardau e Mimmo di Caterino e nell’operazione performativa denominata Rock Bus Museam a sostegno attivo della campagna di comunicazione mediatica e culturale degli ex lavoratori Rockwool, in presidio permanente a Campo Pisano ad Iglesias (Ca).

• È uno spazio espositivo indipendente che si chiama PROJECT SPACE ASKOSARTE (arrogante/presuntuoso/impunito), ubicato in via Trento n. 16, a Solarussa, nato come casa d’abitazione degli artisti Chiara Schirru e Michele Mereu, e come privata officina di produzione e di esposizione di Progetto Askos, successivamente aperto, come spazio espositivo anche agli altri artisti, di qualunque provenienza, con i quali i padroni di casa continuano a sperimentare la loro arte. Luogo dove poter agire in piena autonomia e sempre pronto ad accogliere le idee dal giorno alla notte, prima che queste perdano la loro forza iniziale.
Intenzionalmente trasversale ai luoghi istituzionalizzati per l’arte, la casa campidanese, ripulita e adattata a luogo espositivo (che conserva, tuttavia, la sua "primaria" funzione di casa con bagno, studio e camera da letto), diventa luogo protetto per gli artisti che insieme alla loro arte portano sé stessi e la loro intimità. Nella casa, Progetto Askos espone con gli altri artisti, che sostiene e promuove nelle proprie differenti modalità espressive, con il fine di farla diventare luogo di incontro e confronto, tra singoli artisti, gruppi, movimenti e altri centri culturali, associazioni che operano nel settore della comunicazione artistica e intellettuale, nonché istituzioni, accademici e fruitori d'arte.
Lo spazio apre i battenti nel 2008, con l'happening NOVICIUM _ Quando l'arte è un pretesto per festeggiare il vino: l'intento è quello di offrire l'intimità dei profumi e degli umori della casa al pubblico, attraverso la scansione che è data alle opere in mostra, tenute il più vicino possibile al vissuto e alla reale natura dell'abitazione. Nello spazio sono organizzati eventi di altre associazioni (Snake Platform di Cagliari, Pecora Nera di Oristano), e di singoli artisti.
All’interno dello spazio è stato realizzato, nel 2014, il contributo di Askosarte per il documentario Le favole iniziano a Cabras, un lungometraggio realizzato dal regista romano Raffaello Fusaro e prodotto dalla Twelve Entertainment, un racconto della Sardegna attraverso le parole dei suoi artisti e di personalità che dell’arte di vivere hanno fatto professione e scopo della loro vita. [...]

LE CARATTERISTICHE IDENTITARIE

[...] Nelle mostre di Askosarte c'è sempre un filo rosso che unisce le parti in causa. Un dubbio, un'ipotesi. Magari un posto. Come il museo di Peppetto Pau a Nurachi o i luoghi in attesa di definizione di tutti i Comuni del contado disposti a scommettere sull'arte contemporanea. La torre sul mare, nel 2005. O più spesso la loro casa-galleria … con la consapevolezza che il baricentro geografico dell'arte non oscilla fra New York e Londra e Berlino e dintorni, ma può restare saldo dentro casa tua e avendo valenza universale. Il tuo giardino, la camera dei figli, la torre di Torregrande, le campagne di Simaxis, la fabbrica abbandonata di Solarussa [...] li accomuna la fretta, l'urgenza del problema e la rapidità della soluzione artistica. «Se un concetto ti sembra meritevole, devi tradurlo in arte. Non può aspettare, altrimenti svanisce. Poi si passa a quello successivo». Su Internet hanno trovato il miglior dei mondi possibili. Quello dove gli estremi della periferia si spostano al centro. Dove puoi mettere in rete la planimetria ipertestuale della tua casa, comunicare con un artista croato-canadese che propone di ospitarlo, rispondere al regista romano che recensisce l'ultima mostra. «Ci ha aperto un universo, consente a tutti di fare gruppo anche stando a diverse latitudini del mondo»
(Dall’Unione Sarda del 13 marzo 2010, articolo di LORENZO PAOLINI)


INNAMORAMENTO DELLE IDEE E FORZA DEL SOGNO
L’humus degli esordi è la convinzione della forza delle idee, il pensiero che tutto ciò che trova concretizzazione, nasca all’inizio nella testa di un uomo (o di una donna), sotto forma di desiderio o di visione, e che la passione per quel sogno, la capacità di immaginare scenari nuovi e futuri, spesso più dei mezzi finanziari, riesca a dare vita a quell’embrione.


L’AUTONOMIA E L’UNIONE DI COMPETENZE
Le idee premono e cercano concretizzazione. Gli spazi adatti non ci sono, o bisogna aspettare tempi lunghissimi per ottenerli. Ci sono limiti di tempo, ma anche limiti legati al tipo di produzione che si vuole esporre, censure da parte di chi ti cede la location, o degli organizzatori, o degli amministratori, o di chiunque non ami e non comprenda la libertà di cui necessita l’arte contemporanea. Gli artisti di Askosarte provano a partecipare a gruppi con cui formare un’associazione per esporre le proprie creazioni, ma passano anni a parlare di sindaci e probiviri, di competenze, manifesti, bilanci. Le mostre che si organizzano sono quelle dove viene chiesto un quadro da appendere. Non c’è spazio per parlare di arte contemporanea, dell’importanza del vuoto e del pieno, della scansione obbligatoria che le opere devono avere, del dialogo che dovrebbe esserci tra di loro, di respiro, di idee.
I tempi non sembrano maturi.
Per gli artisti, organizzare gli eventi in piena autonomia, dall’inizio alla fine, diventa a un certo punto, obbligatorio.
È dall’unione del desiderio di scappare da questa realtà immobile, e dalle capacità personali dei singoli, che ha potuto prendere vita l’avventura artistica di ASKOSARTE: si sceglie un tema da indagare, si individua una rosa di artisti, si mette a disposizione lo spazio espositivo, si prepara da mangiare e da bere, e in certi casi si offre ospitalità. Si progettano e si realizzano cataloghi, brochure, locandine, si scrivono testi tematici e critici, ci si occupa della stampa, della pubblicità e del trasferimento delle opere, e il gioco è fatto.

LA FRETTA
Chi va piano va sano e va lontano, così inizia il testo di presentazione di Tout de suite, collettiva di 21 artisti, realizzata, in un batter d’occhio, da Askosarte nel 2011, nella Torre Spagnola di Torre Grande, [...] più spesso, però, chi va piano arriva tardi agli appuntamenti più importanti della sua vita, perde un treno o una persona cara, mentre la tempestività dell’azione, la rapidità nel fare una scelta, sono, spesso, determinanti per acchiappare un volo last minute, un’occasione che non si ripresenterà mai più nella vita. E, se lo stress causato dalla frenesia del vivere, attacca cuore, stomaco e cervello, lo stesso principio non vale se si parla di creatività: impaziente, intuitiva, paradossale. La creatività si nutre di caos, asseconda l’imprevedibile, vive delle infinite possibilità di compimento che si presentano ogni giorno e che spesso fuggono per pigrizia. Afferrare al volo una di queste chances denota, piuttosto, apertura al nuovo, e per gli artisti gesto spontaneo di con-divisione dello stesso progetto, e generosità creativa.
Per questo l’apertura del Project Space, diventa a un certo punto del percorso, inevitabile. Un luogo dove consumare l'idea subito e in completa autonomia.
Quando si invita un critico o un curatore, lo si fa con rispetto, come un interlocutore: una collaborazione che aggiunga valore e una visione altra, di ciò che è già ampiamente connotato.

LA CONDUZIONE FAMILIARE_ LA FACTORY
Askosarte è un team a conduzione familiare perché nella realizzazione dei progetti coinvolge la famiglia, gli animali domestici, la casa di abitazione, il paese, la vita di ogni giorno. Gli interpreti dei video e della fotografia installativa, delle performance sono gli stessi artisti, i figli, i parenti, gli amici, gli oggetti quotidiani, il cane, il gatto, la pioggia, il Sinis, il cielo. Tutto ciò che è immediatamente reperibile e a portata di mano. Nessun luogo magico da raggiungere per creare, nessun allestimento strabiliante da preparare. Tutto e subito, l’arte a portata di mano. Le formule si fanno avanti da sole, nel quotidiano, nella vita di tutti i giorni, nel proprio lavoro, nei propri drammi e momenti felici


IL CONCEPT E LA FORZA DEL TESTO
Askosarte, durante il suo percorso ha sempre prediletto le proposte espositive che fossero frutto di fatti e tematiche contemporanee, sempre strettamente legate a questioni di costume e di pensiero, e che mettessero in gioco l’artista in prima persona.
Lo spunto è il concetto, poi la curiosità per il suo sviluppo in immagini, è la conseguenza.
Gli eventi cominciano e finiscono con le parole. L'innamoramento della parola è pari a quello per le arti visive, posti sullo stesso piano, indagati contestualmente. Le mostre sono presentate agli artisti attraverso progetti fatti di parole, che non hanno, in nessun caso, lo scopo di influenzare l'esito artistico, o di condizionarlo in maniera didascalica, semmai mirano a completare un disegno a tutto tondo, dove non sia preclusa alcuna azione, visiva, performativa, testuale. Il testo può essere accolto, ignorato, distrutto. Luoghi comuni, pregiudizi, certezze, sono utili a muovere gli animi, la direzione è, ovviamente, personale.

IL RUOLO DI PROGETTO ASKOS ATTRAVERSO L’AZIONE PERFORMATIVA
Sembra che l’arte contemporanea oggi, appartenga di più agli eclettici, agli artisti che sono tutt’uno con la propria opera, che ne sanno esprimere il senso. A chi gioca in prima persona, insomma, a chi non sa distinguere ciò che crea dalla propria vita. Progetto Askos si è sempre considerato il braccio armato di Askosarte, sempre a fianco degli artisti nella partecipazione operativa ai progetti, con istallazioni o azioni performative, con l'intento di provocare, istigare e coinvolgere gli stessi artisti e il pubblico.

IL PROFITTO IN ALTRI TERMINI
La creatività è una componente fondamentale per l’uomo che voglia trovare nella vita un equilibrio e un senso, e per Askosarte, investire nel campo della creatività e della cultura, costruire una postazione privilegiata dove sperimentare l’arte attraverso canali che non fossero la competizione, l’invidia, la finzione, ma al contrario, la collaborazione, il sostegno, il sogno, ha significato portare un clima che favorisse un profitto in termini di qualità di vita e crescita, sia individuale che collettiva.

LE COLLABORAZIONI (BRAIN STORMING)
La collaborazione è un must del nostro tempo. La forza e la bravura degli altri non devono provocare invidia, semmai devono aumentare la vitalità dell'azione personale.
La sfida era quella di creare degli happening al di fuori dei soliti percorsi dell’arte e dunque dalle sedi deputate per ospitarli, lontani dalla freddezza e dall'impenetrabilità dei musei, come vecchie case campidanesi, torri costiere, fabbriche dismesse, stazioni ferroviarie.
Sono dei primi anni di attività le edizioni di ZONAFRANCA che per tre anni consecutivi 2005, 2006 e 2007, colonizzano e restituiscono al pubblico, soprattutto agli oristanesi, le torri corsare di San Giovanni di Sinis e Torregrande, facendo ruotare al loro interno decine di mostre ed eventi di arte, teatro, danza, body painting, performance, installazioni site specific e opere di innumerevoli artisti stranieri e locali, con innumerevoli collaborazioni con altri artisti visivi, curatori, musicisti, registi, poeti, galleristi, associazioni ecc.
Askosarte si muove da subito, in maniera indipendente, senza disdegnare però il rapporto con le istituzioni (PINACOTECA COMUNALE Diego Contini di Oristano, Museo SA CORONA ARRUBIA di Villanovaforru), con le Amministrazioni Comunali (Nurachi, Oristano, Cabras, Solarussa, Simaxis, Villanovaforru), con cui sono nate inaspettate alleanze per progetti espositivi di arte contemporanea sperimentale, e ricerca la collaborazione con altre forze culturali e artistiche (DROMOSFESTIVAL di Oristano, Associazione ALICE STILL ALIVE di Parigi,  MOS di Sassari, Associazione Culturale PECORA NERA di Oristano, SNAKE PLATFORM di Cagliari, HANIFE ANA di Oristano), con curatori e critici (Ivo Serafino Fenu, Erica Olmetto, Roberta Filippelli, Paolo Sirena), gemellaggi con altri spazi espositivi (la Bacheca di Cagliari e  il Blublauer di Alghero).
L'attenzione da parte della stampa e degli addetti ai lavori non è mai mancata, le mostre sono state visitate in più occasioni da accademici e professori, critici, collezionisti.  

LA DOCUMENTAZIONE
Quando c'è un budget, sempre esiguo, questo viene utilizzato esclusivamente per documentare gli eventi con cataloghi e brochure.

IL COINVOLGIMENTO ATTIVO DEL PUBBLICO
È il 3 luglio 2010, nel cortile del Progetto Askos di Solarussa, numerosi sono gli artisti, amministratori, amici, parenti e visitatori, presenti all’inaugurazione della mostra Perfetti Sconosciuti che si tiene nel Project Space di Solarussa. L'evento è curato da un certo Uby Atza, critico e anche autore del testo presente in mostra che indaga la fuggitiva “FAMA. Nessuno lo conosce personalmente, da luglio 2009 è presente su FB come critico, opinionista e osservatore della contemporaneità. Per un anno intrattiene rapporti con numerosi amici e tiene aggiornato il suo profilo rispondendo e recensendo chi gli chiede un parere sulla propria ricerca artistica. Tutti lo aspettano, lo vogliono conoscere. Alcuni artisti provengono da Sassari, Cagliari, Bosa, chiedono del critico che li ha invitati alla mostra. All’improvviso, mentre si disquisisce sulla tematica indagata, ricordando che persino Gesù, in alcune circostanze, è stato di-sconosciuto, e che nonostante l’evangelizzazione a tappeto attuata in tutti i tempi, rimane un Perfetto Sconosciuto in molte parti della terra, si materializza una carabina e viene scoperta una sagoma che fino ad allora era rimasta nascosta. Si tratta di Uby Atza, a cui i padroni di casa invitano a sparare, per rivendicare metaforicamente, la libertà dell’artista da costruzioni e manipolazioni di ogni genere. Il critico sarà colpito ripetutamente in fronte e al cuore, il primo colpo sarà dello stesso critico d’arte Ivo Serafino Fenu, a seguire una ventina di artisti, curatori, amministratori.
Uby sapeva che il suo passaggio sarebbe stato effimero, così come lo è la vita di ogni uomo che più che alla grandezza mira alla fama, e che “a parte i pochissimi che passano alla storia diventando immortali, i famosi lo sono, a volte, in modo superficiale, parziale o distorto, e tornano, spesso in breve tempo, nel dimenticatoio (Uby Atza, dal testo in catalogo: Perfetti Sconosciuti. 2010).
Uby muore, dunque, senza essere mai nato, questo è il volere dei suoi creatori, ma continua a vivere su fb e ha sempre attiva la e-mail ubyatza@yahoo.it

LA RELAZIONE _ MA MAISON
Con il progetto del 2012, Ma Maison n’est pas grande, elle est trés petite, inizia per Askosarte, una stagione più legata alla “relazione” e dunque al cuore, si palesa a un certo punto del percorso del gruppo, l’urgenza di fare arte usando formule diverse e con persone con cui intessere rapporti.
Il progetto apparve, allora, ancora più necessario proprio per i finanziamenti, sia istituzionali sia personali, che non c'erano, e per le delusioni e il senso d’impotenza che si viveva per questo. Per l’evento, realizzato nel Project Space di Askosarte, Progetto Askos presentò la sua proposta, in linea con la passione per la contaminazione dei linguaggi e del rovesciamento dei ruoli. L'evento propose coppie di artisti formate da uno scrittore o poeta e da un'artista visivo.
Per l'occasione Progetto Askos pubblicò un book di immagini e poesie da donare al pubblico, come gesto simbolico.

LA SCELTA DEGLI ARTISTI – LA RELAZIONE E IL CLIMA
Gli artisti sono invitati non per la loro bravura o notorietà, ma avendo cura di avvicinare sensibilità che condividano il progetto, artisti che abbiano forza singolarmente, ma che concepiscano opere in dialogo tra loro, in modo da offrire al pubblico, una visione unitaria del concetto indagato. Un’azione mirata a creare un clima, che lasci traccia nel pubblico e nel luogo.
Agli artisti, insomma, non viene chiesta un’opera, ma viene chiesta un’interazione. La cura di ciò che sta accadendo deve continuare da entrambe le parti. Gli artisti sono i protagonisti del modo dell’arte, non sono da manipolare, da definire, né tantomeno da liquidare dopo la consegna dell’opera. Tutto quello che c’è dietro la cura di un progetto traspare. Se c’è amore o se c’è freddezza, questo rimane come umore, che poi sarà percepito da chi visiterà l’allestimento.

LA PERIFERIA -  LA VALORIZZAZIONE DELLE PECULIARITA’ DEL LUOGO E DEGLI ARTISTI LOCALI
L'arte cattura e restituisce immancabilmente i segni del suo tempo, puntando il riflettore su quanto sta epocalmente accadendo. Diventa territorio di passaggio e trasformazione di codici, che prima accolti e poi riscritti, passano attraverso le creazioni, dagli artisti alla comunità intera. Per questo è inevitabile che gli individui, appartenenti alle realtà locali, che vivono e sentono il luogo, nutrano con slanci, intuizioni e disponibilità, lo sviluppo del proprio territorio, e che gli amministratori, dimostrino fiducia e apertura a far crescere queste idee nel proprio paese.
Le forze culturali come Askosarte, che si muovono nei luoghi che solo apparentemente sono distanti dai circuiti artistici deputati all'arte, agiscono consapevoli che ciò che nasce e si sviluppa in provincia meriti altrettanta attenzione di ciò che viene proposto nei circuiti più percorsi dall'arte, perché la provincia ha una sua dimensione culturale molto forte proprio perché più circoscritta. Ciò che è importante, infatti, non è il luogo ma come lo si interseca con le proprie opere. Localizzare l'arte non significa, infatti, dare spazio a ciò che è prettamente locale o rinnegare apertura e confronto in campo internazionale, ma corrisponde alla consapevolezza del valore delle energie presenti nel territorio, per superare, semmai, un provincialismo alla rovescia, che non crede se non in ciò che viene da fuori.

L’ISOLA E L’IDENTITA’
Askosarte nelle formule proposte nell’organizzare gli eventi espositivi, ha spesso privilegiato il confronto tra gli artisti locali e artisti provenienti dal resto dell’Italia e dall’estero, cercando di evidenziare le differenze o le peculiarità che ne distinguono la provenienza, spesso rilevando che gli artisti si assomigliano, non perché si copino, ma perché, in qualsiasi parte del modo si trovino, sono soggetti agli stessi influssi.
La volontà è sempre stata quella di essere presenti nel dibattito artistico contemporaneo con l'intenzione di suggerire un'inedita esplorazione dell'Isola che comprenda unità di presente e memoria, flagranza delle tracce del passato ed inconscio culturale, separazione e comunione.
L'intento è spingere verso una consapevolezza artistica che miri, nella produzione visiva, all'espressione delle peculiarità individuali, che passano spesso dal luogo e dall'appartenenza a quel luogo.  Un’indagine sulla pulsione/repulsione verso il proprio sostrato culturale, sociale, spirituale e psichico, del sentirsi parte o separato dallo spazio vissuto, che filtra, in ogni caso, dalla produzione artistica.

IL WEB
Il web si è dimostrato uno strumento fondamentale per le relazioni che sono state intessute in tutti questi anni, sia attraverso il sito, il blog, e attraverso fb, annullando le distanze e permettendo scambi e confronti prima impensabili. Un potente strumento per la comunicazione che ha dato modo di ospitare in periferia molti artisti che agiscono anche su canali più noti.






INNAMORAMENTO DELLE IDEE E FORZA DEL SOGNO
www.askosarte.it
askosarte@yahoo.it
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